Venerdì 29 giugno la polizia inglese, avvertita da segnalazioni di cittadini, ha disattivato due auto-bomba nella zona di Piccadilly Circus a Londra. Il giorno dopo un'altra autovettura si schianta contro le infrastrutture dell'aeroporto di Glasgow, una quarta auto-bomba viene disinnescata martedì 3 luglio, sempre a Glasgow.
Le auto erano riempite di bombole di gas e di benzina, ma non hanno prodotto gli effetti sperati dagli attentatori.
La polizia inglese ha arrestato numerose persone ritenute responsabili degli attacchi: in gran parte sono dottori, paramedici, studenti di medicina.
Islamici e collegati ad Al Qaeda, secondo le prime risultanze investigative. Due di essi sono stati arrestati in flagranza, per cui non ci sono dubbi sulla responsabilità.
MSNB
Ancora una volta i terroristi utilizzano le vulnerabilità del paese che hanno deciso di attaccare: l'Inghilterra è a corto di medici da molti anni, per cui ha incentivato l'ingresso di dottori provenienti dall'estero. Un canale privilegiato che ha permesso ai terroristi di infiltrarsi nel cuore dell'obiettivo.
Dottori e crudeli assassini: un binomio sconcertante, che richiama subito alla mente i fatti dell'11 settembre, quando i piloti dirottatori si addestrarono nelle scuole di volo dello stesso paese che intendevano azzannare.
La vicenda si presta a molte considerazioni.
Innanzitutto, questo tipo di attacco sembra mirato a destabilizzare le certezze più intime dei cittadini. Il medico che ti cura, la persona a cui affidi la tua vita, è la stessa che tenta di ucciderti. Che vuole ucciderti.
Questo risultato psicologico è stato certamente prioritario rispetto a quello strettamente "tattico". Non era importante fare tante vittime, ma minare la fiducia della gente. Questo spiega l'utilizzo di ordigni artigianali e assemblati in maniera improvvisata, che benchè potenzialmente pericolosi non sono esplosi e sono stati individuati e disinnescati.
Una delle domande da porsi è: questa gente è andata in Inghilterra con il preciso scopo di inserirsi nel tessuto sociale e professionale per poi colpirlo dall'interno oppure è entrata davvero per lavorare e poi è stata arruolata nelle file del terrore ?
Non è una domanda accademica. Un conto è sapere che il nemico viene dall'esterno e che puoi cercare in qualche modo di controllare le "credenziali" di chi entra nel paese. Altro conto è scoprire che il nemico è potenzialmente già all'interno, e non puoi riconoscerlo in alcun modo perchè nemmeno lui sa che un domani diventerà tuo nemico.
Quest'ultima consapevolezza, ove confermata, minerebbe alla base qualsiasi rapporto di fiducia nei confronti degli stranieri (ed in particolare di quegli stranieri di fede islamica) che vivono nel paese, complicandone notevolmente le possibilità di integrazione.
Qual'era il vero obiettivo di Al Qaeda? Colpire gli inglesi, o colpire tutti gli islamici onesti che cercano di integrarsi nel paese?
Quel conflitto di civiltà e di religione che tentiamo di allontanare in ogni modo è forse lo scopo ultimo di Bin Laden e dei suoi seguaci?
Quale che sia la risposta a queste inquietanti domande, non si può negare che quella campagna di sensibilizzazione dell'opinione pubblica, con la quale le autorità inglesi invitavano i cittadini e segnalare qualsiasi comportamento sospetto perchè il terrorismo può annidarsi anche nel tuo vicino di casa, è stata una campagna lungimirante e opportuna, tutt'altro che ridicola ed esagerata come è stato propagandato su certi siti di disnformazione.
Infine, questi eventi dimostrano ancora una volta che i terroristi di Al-Qaeda non sono quegli ignoranti e straccioni provenienti da grotte sperdute così come cercano di descriverli quegli stessi siti di disinformazione cui abbiamo appena accennato. I dirottatori dell'11 settembre erano in buona parte gente colta e istruita, laureati e studenti. Qui abbiamo medici e specialisti.
Ed il bersaglio di questo terrorismo non sono i grandi obiettivi istituzionali. Questo terrorismo ammazza gente comune, lavoratori, pendolari, turisti.
Ed è davvero sconcertante che certi siti di informazione alternativa tentino di convincere questa stessa gente che il pericolo non esiste, che non c'è motivo di stare guardinghi, che il terrorismo è un'invenzione. Qualche tempo fa scrivemmo che questo tipo di disinformazione è il miglior aiuto sul quale i terroristi possano contare. All'epoca pensavamo che questo effetto fosse involontario, ma l'insistenza con cui ancora oggi si propugnano certe tesi, inizia a farci pensare che di involontario c'è ben poco.