Sono trascorsi sei anni, e sono volati più veloci che mai, al punto che è difficile rendersi conto, guardando gli occhi di un ragazzino di 10 anni, che c'è la concreta possibilità che quegli occhi non abbiano mai visto gli aerei abbattersi contro le Twin Towers nè l'orrore dei volti della gente che correva avvolta dalla nube di polvere di quei colossi che crollavano con il loro carico di migliaia di vite umane.
E' successo così anche per la caduta del Muro di Berlino, un evento che aveva cambiato il mondo rimuovendo, assieme a quei blocchi di cemento, decenni di Guerra Fredda e di minaccia dell'olocausto nucleare. Molti giovani non l'hanno mai visto cadere, e forse non sanno nemmeno che è esistito.
Un crollo aveva spinto il mondo verso una nuova era, una prospettiva di pace tra le nazioni, di collaborazione tra vecchi nemici.
Un altro crollo, quello dei grattacieli del World Trade Center, ha messo fine alle illusioni.
Abbiamo un nuovo nemico, che non ha bisogno di carri armati o di missili nucleari per minacciare e colpire.
E abbiamo nuovi muri, come quello che Israele ha costruito per difendersi dagli attacchi terroristici, come quelli che tutti noi eleviamo inconsapevolmente nei confronti di culture e religioni delle quali non ci fidiamo più.
Abbiamo nuove guerre, che durano più a lungo di quelle che abbiamo mai combattuto in passato e che forse non vinceremo mai.
Alla minaccia del Patto di Varsavia si è sostituita quella del terrorismo. Al pacifismo che chiedeva il disarmo unilaterale si è sostituito il fenomeno del complottismo che nega l'esistenza del terrorismo.
Oggi il mondo ricorda le 3.000 vittime dell'11 settembre 2001 e le migliaia di altre vittime causate dalle guerre che ne sono conseguite.
Qui a Crono911 le ricordiamo tutti i giorni, nella convinzione che una corretta conoscenza di quei fatti consenta di individuare il percorso migliore per impedire che possano ripetersi, e aiuti a riprendere quel cammino di pace e di distensione tra i popoli che è stato bruscamente interrotto da diciannove persone che "desiderano la morte più di quanto voi desideriate la vita" (Osama Bin Laden, Lettera all'America).