Debutto in grande stile per il film Zero (da noi battezzato Zeuro...) di Giulietto Chiesa e soci.
Ieri è stato proiettato al festival del cinema a Roma, ed i suoi autori sono stati ospiti di una puntata del Maurizio Costanzo Show.
Non avevamo dubbi sul fatto che l'imponenza di un personaggio come Chiesa (giornalista ed europarlamentare) avrebbe spianato la strada mediatica a questa colossale bufala mangiasoldi (un film da 500.000 euro raccattati a spese di generosi "co-produttori" ed un libro) ed è abbastanza curioso notare con quanto slancio i complottisti affollino quei circuiti "mainstream" che essi poi accusano di essere complici (diretti o indiretti) del "complotto".
Il film non l'abbiamo visto (e di certo non butteremo via soldi per vederlo, quindi aspettiamo che qualcuno ce lo regali...) , in compenso l'ha visto il giornalista Paolo Attivissimo che ha già pubblicato una prima recensione.
Il libro lo abbiamo letto, stavamo appuntando gli errori e le bufale su un block-notes ma abbiamo finito i fogli...
Preferiamo spendere due parole sulla puntata del Maurizio Costanzo Show.
I giornalisti Mario Giordano (direttore de Il Giornale) e il Prof. Massimo Teodori (giornalista e docente di storia) hanno dovuto affrontare una vera e propria armata complottista, capeggiata da Giulietto Chiesa (giornalista, europarlamentare, co-autore di Zero) e Franco Cardini (storico) accompagnati da una intera fila di complottisti (seduti davanti al palco con funzioni di suggeritori e di "clacque") e dall'arma segreta del padre di una delle vittime al World Trade Center, anch'esso complottista.
Contro una simile soverchiante superiorità numerica, Giordano e Teodori potevano ben poco, ma hanno dato filo da torcere.
Nessuno dei due è un debunker, ma al contrario di tanti altri stimati giornalisti che hanno provato ad opporsi ai complottisti in altre trasmissioni televisive, Giordano e (specialmente) Teodori sono stati estremamente efficaci e hanno commesso pochissimi errori.
Uno di questi errori è quello che non si deve mai entrare nei dettagli di un argomento così complesso se non lo si conosce a fondo.
Teodori ha parlato (giustamente) di numerose inchieste sull'11 settembre, ma quando Cardini gli ha chiesto di elencarle, non ha saputo farlo.
Un esperto della materia non avrebbe avuto difficoltà a snocciolare le inchieste dell'FBI, della FAA, dell'NTSB, del NIST, del FEMA, della Commissione sull'Intelligence, i vari Staff Report, il processo Moussaoui... ma Teodori non era preparato così in dettaglio.
E' stato il suo unico errore, mentre quello di Giordano è stato di perdersi un po' nella distinzione tra "domande" e "sospetti". Avrebbe dovuto parlare di vere e proprie "illazioni", "bufale", "calunnie".
Di certo però di errori ne hanno commessi in misura di gran lunga maggiore i complottisti Chiesa e Cardini, e la puntata sarebbe stata un completo disastro mediatico, se non fosse intervenuta "l'arma segreta", ossia le parole del padre della vittima, Robert McIlvaine.
Un colpo gobbo, quest'ultimo, perchè anche di fronte alle evidenti paranoie complottiste del sig. McIlvaine, prevale il rispetto per il lutto e nè Giordano nè Teodori, da veri galantuomini, hanno ritenuto di contestarlo.
Abbiamo anche avuto l'impressione che dietro alcune osservazioni di Teodori ci sia stata una lettura delle analisi e delle ricostruzioni contenute nel libro "11/9 La Cospirazione Impossibile" e sui siti Crono911 e Undicisettembre, e ci fa piacere pensare che il nostro lavoro sia davvero servito a rendere il giornalismo ed il mondo intellettuale italiano più consapevole dei fatti dell'11 settembre e delle bufale complottiste.
Ma più di tutto, abbiamo ammirato e apprezzato il coraggio e la schiettezza di Teodori nel momento in cui ha chiaramente fatto riferimento alle radici culturali e ideologiche che stanno dietro ai promotori delle teorie complottiste: il razzismo, gli estremismi di destra e di sinistra, l'antisemitismo.
Noi l'abbiamo scritto da tempo, perchè da tempo abbiamo potuto toccare con mano queste inquietanti presenze che si rivelano - potremmo dire immancabilmente - quando si scavi a fondo per arrivare alle radici di queste teorie.
La reazione di Chiesa e di Cardini, più che scontata, non è stata affatto convincente, e ha restituito l'impressione che Teodori abbia messo il dito direttamente nella piaga,
Nè è sfuggita, al pubblico attento, la ritrosia dei due a rispondere alla domanda: "Ma allora chi l'avrebbe fatto questo complotto?".
I complottisti, si sa, evitano accuratamente di rispondere alle domande, con la stessa tenacia con la quale evitano di ascoltare le risposte alle proprie domande. Ma per il grande pubblico non è facile giustificare la ritrosia a una domanda così semplice e fondamentale, dopo sei anni di "ricerca della verità".
Zero apre una nuova pagina per il "debunking"?
Non lo crediamo. Zero nasce vecchio, proprio come dice il suo titolo: ripartire da Zero.
Beh... loro possono anche ripartire da Zero riproponendo gli stessi interrogativi, le stesse idiozie, che sono state proposte in passato, come se questi sei anni non esistessero... ma tutto ciò sarà stato già "letto e debunkato", per citare la celebre frase di Attivissimo. E' sempre più chiaro che Zero è solo una dozzinale impresa commerciale, che porterà un po' di soldini nelle tasche di un po' di gente: "comprate il mio libro", "guardate il mio film". Questo è stato il messaggio di Giulietto Chiesa, che sembrava un imbonitore da mercato rionale.