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GUANTANAMO: IL PROCESSO
Nei primi giorni di febbraio 2008 i media americani hanno reso noto che
il Pentagono è in procinto di presentare l'atto di accusa che
introdurrà la fase dibattimentale del processo militare contro sei
organizzatori e pianificatori degli attacchi dell'11 settembre 2001.
New York Times (9 febbraio 2008). La foto a sinistra è tratta dal sito del quotidiano.
L'11 febbraio 2008 l'atto di accusa è stato depositato formalmente.
Atto di accusa (11 febbraio 2008).
I sei imputati sono:
Khalid Sheikh Mohammed (abbreviato in KSM), ideatore e l'organizzatore degli attacchi. Nel 2002 aveva descritto nei dettagli le proprie responsabilità a Yousri Fouda, giornalista di Al-Jazeera, che pubblicò l'intervista nel libro Masterminds of Terror.
Ramzi bin al-Shibh ha arruolato tre dei quattro piloti dirottatori (tra i quali Atta) ad Amburgo, e ha mantenuto i contatti tra essi e KSM.
Mustafa al-Hawsawi è stato uno dei principali intermediari per i trasferimenti di denaro ai dirottatori, cui ha anche fornito sostegno logistico.
Walid Bin Attash ha collaborato con Osama Bin Laden alla selezione e all'addestramento dei dirottatori in Afghanistan.
Ammar al-Baluchi, nipote di KSM, ha collaborato alla pianificazione degli attacchi.
Mohammed al-Kahtani era il ventesimo dirottatore che non riuscì a raggiungere i complici perché fu respinto dalle autorità americane al suo arrivo nell'aeroporto di Orlando, Florida, dove lo attendeva Mohamed Atta.
I sei hanno già ammesso le proprie responsabilità in una serie di confessioni rese prima dell'inizio del processo, parte delle quali possono essere scaricate dalla Home Page di questo sito o dalla nostra Sezione Al-Qaeda: ammissioni e rivendicazioni.
In ordine alle garanzie difensive riconosciute agli imputati e alle modalità di svolgimento del processo, rimandiamo alla conferenza stampa tenuta l'11 febbraio 2008 dal Brig. Gen. Thomas Hartmann.
In essa si spiega che:
- i processi si svolgeranno in modo analogo a qualsiasi processo militare e che "...l'accusa ha
l'onere di dimostrare il caso oltre ogni ragionevole dubbio";
- esiste la possibilità, per gli imputati, di
appellarsi alla Corte d'Appello di Washington, D.C.
- "ogni
accusato ha i seguenti diritti: il diritto di restare in silenzio senza
che da questo venga dedotto nulla di avverso; il diritto di essere
rappresentato da un collegio di difesa militare e anche da un collegio di difesa civile da lui scelto, senza oneri di spesa per il governo; il diritto di esaminare tutte le prove usate contro di lui dall'accusa; il diritto di accedere alle testimonianze e di chiamare testimoni, compresi consulenti tecnici; il diritto di controinterrogare ogni testimone chiamato dall'accusa".
Questa pagina sarà aggiornata con le notizie che si renderanno disponibili nelle prossime settimane.
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