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Insider Trading l'11 settembre?

 

In Economia Finanziaria si parla di “Insider Trading” per definire speculazioni di borsa operate da soggetti che dispongono di informazioni non conosciute dagli altri operatori del mercato.

Un esempio tipico è quello del dirigente di una società per azioni che, avendo appreso in virtù della propria posizione aziendale che la società sta per subire una grave perdita o un significativo arricchimento, si affretti a vendere o acquistare azioni prima ancora che la notizia sia stata resa pubblica.

Generalmente nel sistema di libero mercato questi comportamenti sono vietati, e severamente puniti, ma ciò nonostante sono piuttosto diffusi e difficili da prevenire e reprimere.

E' opinione piuttosto diffusa che anche alla vigilia degli attentati dell'11 settembre si siano verificati fenomeni di questo genere, al punto che anche molti esperti qualificati ne sono convinti e talvolta la circostanza è citata persino nei testi accademici.

Alcuni analisti avanzano l'ipotesi che sia stata Al Qaida a speculare in borsa, monetizzando la sua conoscenza anticipata su quanto stava per accadere. Altri  ritengono che le operazioni effettuate nei giorni prima dell'11 settembre dimostrino che qualcuno, in USA, era a conoscenza degli attentati prima che questi fossero commessi.

Partiamo quindi dal dato: che operazioni sono state effettuate?

Nel mirino degli analisti (e degli investigatori dell'FBI) sono finite una serie di operazioni sulle azioni della American Airlines (AMR), della United Airlines (UAL), della Boeing (il più grande costruttore di aerei commerciali nel mondo, primato conteso solo dall'europea Airbus), e di alcune società che avevano sede nelle Twin Towers o in altri edifici del complesso WTC.

In particolare, hanno destato sospetto i movimenti delle “Put Options” : il 6 settembre del 2001 sono state scambiate 4.744 “Put Options” della UAL e il 10 settembre sono state scambiate 4.078 “Put Options” dell'American Airlines.

Le “Put Options” sono una sorta di scommessa: l'investitore scommette che le azioni della compagnia scenderanno al di sotto di un determinato valore, in un certo periodo di tempo.

Ogni “Put Option” è riferita a un pacchetto di 100 azioni (nei casi in esame).

Sta di fatto che questi volumi sono variamente indicati tra 6 e 400 volte maggiori rispetto alla media (secondo il periodo e i meccanismi di calcolo della media stessa).

Comunque si calcoli la media (mensile, annuale ecc... , sul numero assoluto delle “Put Options” o sul rapporto tra “Put Options” e “Call Options” - che sono il contrario: si guadagna se i titoli aumentano di valore) effettivamente i valori registrati il 6 settembre per la UAL e il 10 settembre per la AMR sono anomali.

Cosa è successo allora? Come si spiega questa sbalorditiva coincidenza?

Innanzitutto è importante sottolineare che i valori citati sono sì anomali rispetto alla media, ma non sono stati assolutamente privi di precedenti, come qualcuno vorrebbe far credere.

La UAL aveva già registrato 8.212 “Put Option” il 6 aprile 2001, e 8.072 “Put Option” il 13 marzo 2001, valori doppi rispetto a quello del 6 settembre. L'American Airlines (AMR) aveva raggiunto 2.995 “Put Option” il 20 luglio 2001.

Semplice coincidenza, quindi?

Sì, ma una coincidenza, perché non sia sospetta, va studiata per capire quali siano state le ragioni che l'hanno determinata.

E in questo caso abbiamo una ragione semplice e assolutamente chiara: riportiamo il testo di un articolo apparso su CNN Money, il media economico-finanziario del noto network americano, il giorno 7 settembre 2001:

“AMR Corp., la più grande compagnia aerea del mondo, venerdì scorso ha dichiarato che si aspetta di subire, nel terzo quadrimestre di quest'anno, una perdita considerevolmente maggiore di quella del secondo quadrimestre, a causa della crisi economica, degli alti prezzi del carburante e dell'aumento del costo del lavoro. La società ha anche messo in guardia su una significativa perdita nell'ultimo quadrimestre fiscale, e ha detto che taglierà la propria flotta aerea in maniera più profonda di quanto previsto... L'AMR ha annunciato che sta ritirando dal servizio altri 5 Boeing 727 prima del previsto, per adeguare l'offerta alla domanda in calo. Ha anche annunciato che ha deciso di sospendere l'acquisizione di aerei che aveva già ordinato, che avrebbero dovuto essere consegnati nel 2002 e nel 2003.

Tutte le più grandi compagnie aeree sono state colpite da un profondo calo di domanda di viaggi aerei, particolarmente da parte della clientela di affari. Gli analisti adesso prevedono che ci saranno profitti per tre sole compagnie aeree maggiori, nel terzo quadrimestre: Northwest Airlines, Continental Airlines e Southwest Airlines. Tutti i maggiori vettori, con eccezione di Continental e Southwest, hanno riportato perdite nei due primi quadrimestri dell'anno. Il totale delle perdite è ora previsto a 2 miliardi di dollari quest'anno, e un analista, Glen Engel della Goldman Sachs, ha detto agli inizi di questa settimana che ritiene che le perdite saliranno a 3,4 miliardi di dollari”.

Ed ecco il grafico che la CNN Money allega all'articolo:

amrfoto.jpg

Molto significativo, vero?

E' evidente che di fronte a un annuncio del genere, gli operatori di borsa si siano tuffati nelle “Put Options” prevedendo che simili prospettive avrebbero tirato giù il valore delle azioni delle compagnie aeree.

E' altrettanto chiaro che se le compagnie aeree si trovano in difficoltà economiche, al punto da dover ridurre le proprie flotte e cancellare gli ordini di nuovi aerei, di riflesso anche le industrie costruttrici ci rimettono, perché non vendono aerei. E il costruttore di eccellenza è la Boeing.

Spiegato quindi, senza alcuna possibilità di dubbi, le ragioni di questa “coincidenza”, dobbiamo anche aggiungere che le indagini hanno confermato che non ci sono stati episodi di Insider Trading in relazione ai fatti dell'11 settembre.


Infatti i profitti delle “Put Options”, determinatisi (come abbiamo visto per pura coincidenza) di seguito ai fatti dell'11 settembre, profitti di ben 2,5 milioni di dollari, non sono mai stati riscossi dagli investitori.

Infatti la chiusura delle Borse americane, dall'11 al 14 settembre 2001, ha impedito che queste speculazioni potessero produrre i propri frutti.

Il che, per inciso, dimostra che non c'è stato nessun tipo di “complotto” da parte di enti governativi o servizi segreti più o meno deviati.

Peraltro l'FBI si è preso la briga di identificare ed interrogare gli investitori che avevano acquistato le “Put Options” , e hanno scoperto, ad esempio, che il 95 % delle “Put Options” della United Airlines erano state acquistate da un singolo investitore americano, convinto che le recenti notizie sullo stato economico delle compagnie aeree avrebbero provocato un crollo del valore delle azioni UAL. Lo stesso investitore, però, aveva acquistato anche ben 115.000 azioni dell'American Airlines (ritenendo che più in basso di così non potevano crollare), di fatto annullando il vantaggio economico conseguito con le “Put Options”.

Nessun “Insider Trading”, quindi, dietro i fatti dell'11 settembre.

La vicenda, però, dimostra quanto sia facile trovare, “a posteriori”, elementi strani o sospetti su qualsiasi vicenda.

E qui spendiamo due parole sui movimenti di borsa che hanno riguardato alcune delle società presenti nel World Trade Center.

Si parla di pochissime società, sulle centinaia che avevano i propri uffici nel complesso raso al suolo dagli attacchi.

E' evidente che una semplice valutazione statistica rende pressoché inevitabile che in qualsiasi giorno dell'anno, alcune di quelle società abbiano subito svalutazioni sul mercato azionario, altre abbiano beneficiato di migliori apprezzamenti, e altre siano rimaste in posizione stabile.

E' del tutto privo di senso logico, quindi, chiedere: “Come mai le azioni della società X sono state svendute nei giorni precedenti gli attentati?” , come se la società X fosse stata l'unica presente nel WTC, e non una delle centinaia di società che vi erano ubicate !

Questi sono i fatti.

 

Le fonti che abbiamo utilizzato o citato in questo studio:


The Occ

CNN Money

Insight News

Independent

San Francisco Chronicle

Crono911

Monografia “TerrFin”


Le copie degli articoli e dei report possono anche essere richieste scrivendo direttamente al webmaster di Crono911.org all'indirizzo jb@libero.it






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